Mimo a scuola: giochi per imparare il lessico in classe
Il mimo a scuola è un modo semplice per far usare il lessico invece di ripeterlo: uno studente mima una parola o un’azione, la classe deve dirla nella lingua che si sta studiando. Funziona alla primaria con verbi, emozioni e oggetti dell’aula, alle medie con vocaboli più astratti e nelle lezioni di inglese o di italiano per stranieri. Bastano bigliettini, un timer e 15 minuti.
Perché usare il mimo a scuola?
Il gesto aiuta a fissare la parola, perché la lega a un movimento e a un’emozione. È il principio su cui si basa anche il TPR (Total Physical Response), un approccio didattico molto usato nell’insegnamento delle lingue. In classe il mimo:
- Fa parlare tutti, anche chi di solito non alza la mano, perché indovinare è un gioco e non un’interrogazione.
- Sposta l’attenzione sul significato, non sulla traduzione parola per parola.
- Si adatta a qualsiasi argomento: lessico, verbi, personaggi storici, mestieri, emozioni.
- Rimette in moto la classe dopo un’ora di lavoro seduti.
Come organizzare l’attività, passo per passo
- Preparate le parole. Scrivetele su bigliettini piegati, divisi per argomento e difficoltà.
- Dividete la classe in due o tre squadre. Con classi numerose, quattro squadre da 5 o 6 alunni.
- Ripassate i gesti base. Numero di parole con le dita, toccarsi il naso per «giusto», mano che gira per «ci sei quasi».
- Fissate il tempo. 60 secondi alle medie, 90 alla primaria, nessun limite alla scuola dell’infanzia.
- Chi indovina alza la mano. Si risponde solo quando l’insegnante dà la parola: evita il caos.
- Scrivete la parola alla lavagna. Dopo ogni turno, la parola indovinata va in una colonna: alla fine diventa il ripasso della lezione.
Attività sulle emozioni
Le emozioni sono il lessico perfetto per il mimo: si vedono sul viso e nel corpo, e lavorarci aiuta anche l’educazione affettiva. Dal mazzo Emozioni:
| Primaria | Medie | Per i più grandi |
|---|---|---|
| Felice | Nostalgia | Euforia |
| Spaventato | Entusiasmo | Rassegnato |
| Sorpreso | Impaziente | Malinconico |
| Deluso | Offeso | Apatia |
| Affamato | Speranza | Empatia |
Un’idea da provare: dopo che la classe ha indovinato l’emozione, chiedete «quando ti sei sentito così?». Due o tre risposte bastano a trasformare il gioco in una conversazione vera. Carte come Faccia da lunedì e Attacco di ridarella fanno ridere e sciolgono la tensione.
Verbi e azioni della vita quotidiana
Per insegnare i verbi il mimo è imbattibile. Il mazzo Vita Quotidiana è pieno di azioni concrete, utili anche per i verbi riflessivi che gli studenti stranieri trovano difficili:
- Lavarsi i denti, farsi la barba, farsi un selfie: perfetti per i riflessivi.
- Fare colazione, cercare le chiavi, innaffiare i fiori sul balcone: azioni di routine per descrivere la giornata.
- Fare la fila alla posta, rinnovare la carta d’identità in comune: per studenti adulti di italiano L2, che conoscono bene queste situazioni.
- Soffiare sulla minestra bollente, starnutire tre volte di fila: buffi e facili da ricordare.
Per la grammatica, chiedete di rispondere con una frase completa: «Si sta lavando i denti!» allena stare più gerundio senza bisogno di spiegazioni.
Il lessico della scuola
Per i primi giorni di scuola, o per una classe che sta imparando l’italiano, partite dalle parole dell’aula. Dal mazzo Vita Scolastica:
- Facili: Zaino, Lavagna, Gesso, Merenda, Matita, Bidello, Fila per due.
- Medie: Interrogazione, Supplente, Foto di classe, Recita di Natale, Dimenticare i compiti.
- Difficili, per le superiori: Maturità, Tesina di maturità, Debito a settembre.
Gli alunni adorano mimare Campanella, Alzare la mano, Verifica a sorpresa e Copiare dal compagno: sono situazioni che vivono ogni giorno e fanno ridere tutta la classe, insegnante compreso.
Il mimo nella lezione di inglese
Nella lezione di lingua straniera il mimo si gioca con le parole italiane sul bigliettino e le risposte in inglese, o viceversa:
- Livello base: animali, colori, oggetti della classe. La risposta è una parola: «Dog!», «Pencil!».
- Livello intermedio: azioni al present continuous. Chi indovina deve dire la frase intera: «He is swimming!», «She is cooking!».
- Livello avanzato: emozioni ed espressioni. Si può chiedere di indovinare con una domanda: «Are you nervous?».
Lo stesso schema funziona con il francese, lo spagnolo o il tedesco, e al contrario con gli studenti stranieri che imparano l’italiano.
Varianti e consigli per la classe
Quando il gioco base è rodato, cambiate formula per tenere alta la curiosità:
- Mimo a catena: il primo alunno mima un’azione, il secondo la ripete e ne aggiunge un’altra, e così via. Ottimo per memorizzare sequenze di verbi.
- Personaggi della storia: Giulio Cesare, Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci, Galileo. Chi indovina deve dire anche una cosa che ricorda di quel personaggio.
- Mimo delle parole del giorno: a fine lezione si mimano solo i vocaboli nuovi appena incontrati. È un ripasso che non sembra un ripasso.
- Tocca all’insegnante: l’insegnante mima e la classe indovina. Funziona benissimo i primi giorni, per rompere il ghiaccio e mostrare che si può sbagliare ridendo.
Infine, qualche consiglio pratico per gestire la classe:
- Parole adatte all’età. Per i più piccoli trovate idee nelle parole da mimare per bambini, per i principianti di ogni età nelle parole facili da mimare.
- Nessuno obbligato. Chi è timido può mimare in coppia con un compagno.
- Squadre a rotazione. Cambiate le squadre ogni volta per evitare che si formino sempre gli stessi gruppi.
- Punti, non premi. Basta il punteggio alla lavagna: la competizione leggera tiene alta l’attenzione.