Come mimare bene: consigli per recitare e indovinare più in fretta
Come mimare bene? Bastano tre cose: indicare subito la categoria con il gesto giusto, partire dall’azione più evidente e grande invece che dalla più originale, e cambiare strada dopo dieci secondi se la squadra non ci arriva. Chi indovina, invece, deve parlare a raffica e osservare le reazioni di chi recita. Il resto è allenamento.
Come iniziare il turno nel modo giusto
I primi cinque secondi decidono spesso il turno. Seguite sempre questo ordine:
- Leggete la parola e respirate. Due secondi per pensare valgono più di dieci secondi di gesti confusi.
- Indicate la categoria: manovella per i film, mano sul petto per le canzoni, pagine per i libri.
- Mostrate il numero di parole con le dita.
- Scegliete la parola più facile del titolo, non la prima. Per Non ci resta che piangere, partite da piangere.
- Mimate in grande. Gesti ampi, lenti e al centro della stanza, dove tutti vi vedono.
Se avete dubbi sui segnali, trovate l’elenco completo nella guida ai gesti del gioco dei mimi.
Come spezzare parole lunghe e titoli composti
L’italiano è pieno di parole lunghe e composte, e questo è un vantaggio: si possono smontare in pezzi più facili.
| Parola | Come spezzarla |
|---|---|
| Albachiara | Alba (sole che sorge) + chiara (luce limpida) |
| Pomodoro | Pomo (mela in mano) + d’oro (medaglia al collo) |
| Girasole | Gira (dito che fa un cerchio) + sole (braccia a raggiera) |
| Portafoglio | Porta (bussare) + foglio (pagina tra le dita) |
Indicate prima che la parola è divisa in pezzi (dita sull’avambraccio), poi mimate ogni pezzo e alla fine unite le mani per dire «tutto insieme».
Il viso conta più delle mani
Molti principianti si concentrano sulle braccia e dimenticano la faccia. Eppure le emozioni sono la scorciatoia più veloce per tanti concetti. Il mazzo gratuito Emozioni è un ottimo allenamento:
- Deluso: spalle che cadono, labbra all’ingiù, un sospiro silenzioso.
- Impaziente: piede che batte, sguardo all’orologio, braccia incrociate.
- Faccia da lunedì: occhi semichiusi, sveglia spenta con rabbia, trascinarsi verso il caffè.
- Imbarazzo da ascensore: fissare il soffitto, dondolarsi, sorrisetto forzato verso uno sconosciuto.
- Nostalgia: sfogliare un album di foto immaginario con un sorriso malinconico.
Esagerate sempre un po’: nel mimo un’espressione naturale sembra neutra.
Pensate a un personaggio, non a una definizione
Quando la parola è un mestiere o una persona, non cercate di spiegarla: diventatela. Il mazzo gratuito Imitazioni è pieno di figure che ogni italiano riconosce in un attimo:
- Un vigile urbano: fischietto in bocca, braccio teso, palmo che ferma il traffico.
- Un telecronista di calcio: microfono in mano, si alza in piedi, urlo muto per il gol.
- Una nonna che ti riempie di cibo: cucchiaio che riempie un piatto all’infinito, gesto del «mangia, mangia».
- Un turista perso: cartina aperta al contrario, sguardo a destra e a sinistra.
- Un sonnambulo: braccia tese in avanti, occhi chiusi, passi lenti.
Più il personaggio è vivo, prima la squadra lo indovina.
La gestualità italiana: un vantaggio e una trappola
Siamo famosi nel mondo per parlare con le mani, e al mimo questo aiuta. La mano a pigna, il dito che gira sulla guancia per dire «buono», la mano che sventola per dire «vai via» sono gesti che tutti capiscono all’istante.
Attenzione però a due cose. Primo, alcuni gesti valgono quasi come una parola detta, quindi concordate prima se sono ammessi. Secondo, non tutti i gesti sono uguali da Nord a Sud: con parenti di regioni diverse, scegliete quelli più universali.
Come indovinare più in fretta
Vincere al mimo dipende anche da chi indovina. Le squadre forti fanno così:
- Parlano senza sosta, dicendo anche risposte sbagliate: aiutano chi mima a capire su cosa insistere.
- Ripetono le parole confermate («Allora, film, tre parole, la seconda è leone…»), così nessuno perde il filo.
- Si dividono il lavoro: uno segue il conteggio delle parole, gli altri propongono titoli.
- Provano sinonimi: se correre non va, provano scappare, fuggire, corsa.
- Pensano al contesto: se la categoria è canzoni e la serata è a tema Sanremo, il campo si restringe.
Come mimare bene: gli errori più comuni da evitare
- Ripetere lo stesso gesto più forte. Se la squadra non capisce, mimare con più energia non serve: cambiate idea.
- Mimare le lettere. Disegnare una P in aria è vietato e comunque fa perdere tempo.
- Dare le spalle alla squadra. Anche quando mimate un’azione di lato, tenete il viso verso chi indovina.
- Partire dai dettagli. Per Cambiare una lampadina, prima salite sulla scala, poi avvitate: il contesto viene prima del particolare.
- Arrendersi troppo presto. Spesso la risposta arriva negli ultimi cinque secondi, quando la squadra ha finalmente messo insieme i pezzi.
- Dimenticare la categoria. Se il titolo è un film, ripetete il gesto della manovella ogni tanto: aiuta chi si è perso.
Bonus: parole difficili e modi di dire
Con i modi di dire non mimate le parole una per una: recitate la scena. Per Chi dorme non piglia pesci, russate con una canna da pesca in mano mentre il galleggiante va giù. Per Avere le mani in pasta, impastate con aria da chi sa tutto. Altre sfide di questo tipo le trovate nella lista di parole difficili da mimare.