Gesti del gioco dei mimi: i segnali che tutti devono conoscere
I gesti del gioco dei mimi sono un piccolo vocabolario condiviso: prima si indica la categoria (la manovella della cinepresa per un film, la mano sul petto per una canzone, le mani aperte come pagine per un libro), poi il numero di parole con le dita, quale parola si sta mimando e, se serve, le sillabe. Conoscerli fa risparmiare secondi preziosi a ogni turno.
I gesti del gioco dei mimi per indicare la categoria
È la prima cosa da fare appena parte il timer. Dice subito alla squadra in quale cassetto della memoria cercare.
| Categoria | Gesto | Esempio da mimare |
|---|---|---|
| Film | Mano a cerchio sull’occhio e l’altra che gira la manovella | Titanic, Il Ciclone, Matrix |
| Canzone | Mano sul petto e bocca aperta, come un tenore | Volare, Albachiara, Con te partirò |
| Libro | Mani unite che si aprono come pagine | Pinocchio, Il Piccolo Principe |
| Programma TV | Rettangolo disegnato in aria con gli indici | Un quiz, un talent, un telegiornale |
| Teatro o musical | Braccia che aprono un sipario | Uno spettacolo famoso |
| Personaggio | Posa da statua, mano sul fianco | Un attore, un calciatore, un cantante |
| Frase o modo di dire | Indici che disegnano le virgolette in aria | In bocca al lupo |
I titoli dei mazzi Film e Canzoni sono un ottimo allenamento: Il Ciclone e Volare si prestano a gesti chiarissimi, mentre Non ci resta che piangere obbliga a usare tutto il repertorio.
Come si indicano numero di parole e sillabe
Dopo la categoria arriva la struttura del titolo. L’ordine è sempre lo stesso:
- Numero di parole: si alzano tante dita quante sono le parole. Non ci resta che piangere? Cinque dita.
- Quale parola: si alza di nuovo un dito, due dita, e così via, per dire su quale parola si lavora.
- Numero di sillabe: si appoggiano le dita sull’avambraccio. Tre dita sul braccio vuol dire tre sillabe.
- Quale sillaba: si tocca di nuovo l’avambraccio con il numero di dita corrispondente.
- Tutto il titolo: si disegna un grande cerchio con le braccia per dire che si mima l’intero concetto in una volta sola.
Con le parole lunghe italiane le sillabe sono preziose. Albachiara, per esempio, si spezza bene in Alba (il sole che sorge lentamente dietro le mani) e chiara (gesto di qualcosa di luminoso, limpido).
Il gesto suona come e le rime
Quando una parola è impossibile da recitare, si passa per una parola che suona simile. Ci si tocca il lobo dell’orecchio e poi si mima la parola in rima. Per far indovinare Tetto, per esempio, ci si tocca l’orecchio e si mima Letto, sdraiandosi con le mani sotto la guancia. La squadra dice letto, voi annuite, e qualcuno arriva a tetto per esclusione.
Funziona benissimo anche con i nomi propri: nel Marchese del Grillo, per la parola Grillo basta mimare l’insetto che salta, senza preoccuparsi del personaggio. È uno dei segnali più usati dai giocatori esperti.
I segnali per guidare chi indovina
Durante il turno la squadra spara risposte a raffica. Questi gesti servono a orientarla senza parlare:
| Segnale | Significato |
|---|---|
| Indicare il naso di chi ha parlato | Esatto, hai indovinato |
| Mano che fa cenno di avvicinarsi | Ci sei vicino, continua |
| Mani che si allargano come un elastico | Parola più lunga (es. da gatto a gattino) |
| Mani che si stringono | Parola più corta |
| Pollice girato all’indietro sopra la spalla | Al passato |
| Braccia incrociate a X | No, ricominciamo da capo |
| Mano che spazza via | Dimentica quella pista |
Gesti pensati per l’italiano
L’italiano ha articoli, preposizioni articolate, maschile e femminile. Molte famiglie aggiungono qualche segnale per questi casi. Non sono universali, quindi concordateli prima:
- Parola corta (il, la, di, a): pollice e indice quasi chiusi, come a dire «un pochino».
- Preposizione articolata (del, nella, sul): segnale di parola corta, poi dita intrecciate per indicare che sono due pezzi uniti.
- Femminile: toccarsi l’orecchio come se si indossasse un orecchino, oppure lisciarsi i capelli lunghi.
- Maschile: accarezzarsi una barba immaginaria.
- Plurale: dopo aver mimato la parola, ripetere il gesto con entrambe le mani o indicare tante cose diverse.
Con questi pochi segnali in più, titoli come Il Marchese del Grillo diventano molto più facili da costruire pezzo per pezzo.
Il ripasso dei gesti prima di cominciare
I gesti funzionano solo se tutti li conoscono. Prima della partita prendetevi due minuti per un ripasso veloce, soprattutto se al tavolo ci sono ospiti nuovi o bambini:
- Una persona mostra i gesti delle categorie, uno per uno, e gli altri li ripetono.
- Si mima un titolo di prova tutti insieme, per esempio Il Re Leone: categoria film, tre parole, prima parola corta.
- Si decide quali segnali speciali sono ammessi (maschile, femminile, plurale) e quali no.
- Si stabilisce cosa succede se qualcuno usa un gesto non concordato: di solito un semplice richiamo, al secondo errore il turno finisce.
Scrivete i gesti principali su un foglio da lasciare sul tavolo: con i nonni e i più piccoli è un aiuto prezioso, e dopo un paio di partite non servirà più.
I gesti nella variante con i suoni
In alcune partite si gioca con una variante in cui i versi sono permessi. Qui il mazzo Fai il Verso è perfetto: Bau bau, Etciù, Drin drin del citofono o Tuono in lontananza si fanno con la voce, ma i gesti restano fondamentali per dare il contesto, come la mano che preme il pulsante del citofono. Per tutti i trucchi di recitazione, passate alla guida su come mimare bene.