Mimo al contrario: regole e parole migliori per tutta la squadra
Il mimo al contrario ribalta le regole classiche: invece di una persona che mima per tutta la squadra, è tutta la squadra a mimare la stessa parola, insieme e senza parlare, mentre un solo compagno cerca di indovinarla entro il tempo. Funziona benissimo con mestieri, scene di vita quotidiana e faccende di casa, dove ognuno può interpretare un pezzo della scena.
Come funziona il mimo al contrario
Nel gioco dei mimi tradizionale c’è un attore e tanti spettatori. Qui succede l’opposto: tanti attori, uno spettatore. Il risultato è una specie di teatrino improvvisato in cui ognuno sceglie da solo cosa mimare, senza potersi mettere d’accordo con gli altri. Spesso nascono scene esilaranti: per la stessa parola, uno fa il cliente, un altro il commesso, un terzo la porta che cigola.
È una variante ancora poco diffusa nelle case italiane, quindi è perfetta per i gruppi che giocano già da anni al mimo e cercano una novità.
Le regole passo per passo
- Formate due squadre da almeno tre persone ciascuna.
- Ogni squadra sceglie chi indovina per il primo turno. Gli altri saranno gli attori.
- Chi indovina si gira di spalle o esce un attimo dalla stanza.
- Gli attori leggono la parola tutti insieme, in silenzio.
- Chi indovina torna e parte il timer, di solito 60 secondi.
- Gli attori mimano tutti insieme, ognuno a modo suo, senza parlare e senza coordinarsi a voce.
- Se la parola viene indovinata, la squadra segna un punto e, se c’è tempo, si passa a una nuova parola.
- A ogni turno cambia chi indovina, così tutti provano entrambi i ruoli.
Valgono le regole base del mimo: niente parole, niente labiale, niente lettere scritte in aria. Se serve un ripasso, c’è la guida su come si gioca a mimo.
Come contare i punti
Il sistema più adatto è quello a raffica: ogni squadra ha 60 o 90 secondi per far indovinare più parole possibili, e ogni parola vale un punto. Chi indovina può passare una parola difficile, ma al massimo due volte per turno.
Per gruppi molto numerosi, o se una squadra ha più giocatori dell’altra, si possono usare le idee della guida al mimo a squadre per bilanciare il punteggio.
Le parole migliori per il mimo al contrario
Servono parole che contengano una scena, con più ruoli o più azioni. Questi esempi vengono dai mazzi in italiano:
| Mazzo | Parole | Perché funzionano |
|---|---|---|
| Mestieri | Idraulico, Vigile urbano, Dentista, Cameraman, Assaggiatore di gelato | Uno fa il professionista, gli altri il cliente, il paziente o gli attrezzi |
| Vita Quotidiana | Fare la fila alla posta, Parcheggiare in parallelo, Rinnovare la carta d’identità in comune | Scene che ogni italiano ha vissuto, con code, sbuffi e impiegati allo sportello |
| Faccende | Piegare le lenzuola, Litigare su chi lava i piatti, Cercare il calzino spaiato | Lavori di coppia o di famiglia, perfetti da recitare in tanti |
Alcune scene sono particolarmente divertenti in coro:
- Fare la fila alla posta: tre persone in fila che guardano l’orologio, una che prende il numerino, uno che fa l’impiegato lentissimo.
- Piegare le lenzuola: due attori tirano gli angoli e si avvicinano a passi coordinati, come fanno tutte le mamme e le nonne.
- Parcheggiare in parallelo: uno guida, gli altri fanno le macchine parcheggiate e il passante che dà indicazioni con le mani.
- Aspettare al telefono con il call center: tutti con la cornetta all’orecchio, con la musichetta di attesa mimata a gesti e facce sempre più disperate.
- Montare uno scaffale con le istruzioni sbagliate: uno legge un foglio enorme, l’altro gira una vite, il terzo regge il ripiano che crolla.
Consigli per mimare in coro
- Non copiate il compagno. Se uno fa già il dentista, voi fate il paziente o il trapano.
- Occupate lo spazio. Disponetevi in modo che chi indovina veda tutti senza girare la testa.
- Partite dal ruolo più ovvio. Il primo attore deve mimare l’azione principale, gli altri aggiungono contesto.
- Guardate chi indovina. Se dice una parola vicina, tutti devono indicarlo con entusiasmo.
- Ridete pure, ma senza fare suoni: anche le risate sonore, in teoria, sarebbero vietate.
Tre varianti da provare
- Scena muta a tempo: la squadra ha 30 secondi per preparare la scena in silenzio, guardando la parola, e poi la recita tutta d’un fiato.
- Uno alla volta: gli attori entrano in scena uno per volta, ogni dieci secondi, aggiungendo un dettaglio. Se la parola viene indovinata prima che entri l’ultimo attore, la squadra prende un punto in più.
- Statue: gli attori non si muovono, ma compongono un quadro fermo, come una fotografia. Funziona bene con parole come Foto di classe o Pranzo della domenica.
Quando proporre il mimo al contrario
È ideale per rompere la routine dopo qualche partita classica, per gruppi numerosi dove molti rischiano di restare spettatori, e per le feste con ragazzi che si vergognano a mimare da soli: in coro la timidezza sparisce. Funziona anche come gran finale della serata, con la parola più difficile riservata all’ultimo turno.