Giochi di Carnevale: il mimo in maschera per bambini e famiglie
Tra i giochi di Carnevale, il mimo in maschera è il più semplice e quello che coinvolge di più: si mimano le maschere della tradizione come Arlecchino e Pulcinella, le parole della festa come coriandoli, carri e chiacchiere, e i travestimenti degli invitati, da Cappuccetto Rosso ai supereroi. Va bene alle feste di Giovedì e Martedì grasso, a scuola e a casa con tutta la famiglia.
Le maschere della tradizione da mimare
Ogni città ha la sua maschera e ognuna ha un carattere preciso, che si presta benissimo al mimo. Ecco le più conosciute:
| Maschera | Città | Come mimarla |
|---|---|---|
| Arlecchino | Bergamo | Salti agili, inchini buffi, disegna in aria i rombi colorati del costume |
| Pulcinella | Napoli | Naso adunco con la mano, camminata dinoccolata, aria furba e affamata |
| Colombina | Venezia | Grembiule, vassoio in mano, occhiolino complice |
| Pantalone | Venezia | Conta le monete e le nasconde subito in tasca, schiena curva da vecchio avaro |
| Balanzone | Bologna | Pancia in fuori, dito alzato da professore che spiega e non finisce mai |
| Gianduia | Torino | Allegro e bonaccione, offre a tutti un cioccolatino |
| Meneghino | Milano | Servitore svelto, tricorno in testa e inchino rispettoso |
Con i bambini della primaria, che spesso studiano le maschere a scuola, si può fare un giro in cui chi mima deve far indovinare anche la città, indicando su una cartina immaginaria il Nord o il Sud.
Le parole del Carnevale: carri, coriandoli e dolci
Oltre alle maschere, il Carnevale italiano ha un vocabolario tutto suo:
- Coriandoli: lancia una manciata di carta sopra la testa di qualcuno.
- Stelle filanti: soffia in un tubetto e lascia srotolare un nastro lunghissimo.
- Carro allegorico: mima una statua gigante di cartapesta che muove la testa lentamente, come a Viareggio.
- Battaglia delle arance: lancio e schivata, come a Ivrea. Difficile, per chi la conosce.
- Volo dell’angelo: braccia aperte mentre scendi lentamente da un campanile, come a Venezia.
- Giovedì grasso: dal mazzo Feste. Mostra quattro dita per il quarto giorno della settimana, poi accarezza una pancia piena.
- Chiacchiere: stendi la pasta, tagliala a strisce, friggila e spolvera lo zucchero a velo. Valgono anche frappe, bugie, cenci o crostoli, a seconda della regione.
- Castagnole: palline piccole fatte rotolare tra le mani e poi tuffate nello zucchero.
- A Carnevale ogni scherzo vale: spruzza qualcuno con una bomboletta immaginaria e scappa ridendo.
Se il gruppo si appassiona al tema dei dolci e dei piatti, il mazzo Cibo ha tante altre specialità regionali da mimare, dalla bruschetta alla cassata.
Travestimenti da mimare: fiabe e supereroi
Alle feste di oggi le maschere tradizionali convivono con principesse, personaggi delle fiabe e supereroi. Sono perfetti per il mimo perché i bambini li conoscono a memoria.
Dal mazzo Fiabe:
- Cappuccetto Rosso: cestino al braccio, cappuccio in testa, passo saltellante nel bosco.
- Il Gatto con gli Stivali: inchino con il cappello piumato, poi infila gli stivali.
- Il lupo cattivo: soffia forte contro una casetta, mani ad artiglio.
- Lucignolo: fa le boccacce, scappa da scuola e si ritrova con le orecchie d’asino.
- Sette nani: sette passi corti in fila con il piccone in spalla.
Dal mazzo Supereroi:
- Superman: pugno avanti e volo, mantello che svolazza.
- Capitan America: scudo rotondo davanti al petto.
- Catwoman: mani ad artiglio, passo felino.
- Diabolik: maschera nera sugli occhi, sguardo da ladro elegante. Per i più grandi.
Come organizzare il gioco «Indovina la maschera»
È il modo più semplice per far giocare tutti gli invitati di una festa di Carnevale:
- Ogni bambino mima il proprio travestimento, senza indicare gli accessori più ovvi.
- Gli altri indovinano alzando la mano.
- Chi indovina mima il travestimento successivo.
- Giro speciale finale: si pescano maschere della tradizione da un cappello e si mimano a squadre.
Con i più piccoli non servono né timer né punti: conta che tutti possano esibirsi almeno una volta. Con i ragazzi, invece, un minuto a turno e un punto a parola rendono il gioco una vera sfida.
Giochi di Carnevale a scuola e in oratorio
Nelle settimane di Carnevale molte scuole e oratori organizzano feste in maschera nel pomeriggio. Il mimo è perfetto perché si gioca con classi intere e senza preparare nulla di complicato:
- Gara tra classi o gruppi: ogni gruppo sceglie un rappresentante che mima una maschera tradizionale agli altri.
- Il giro delle città: si pesca una città (Venezia, Napoli, Bergamo, Bologna, Torino) e si mima la sua maschera.
- Mimo a coppie: due bambini mimano insieme una scena di Carnevale, come la sfilata dei carri o la battaglia di coriandoli.
- Premio di gruppo: invece di premiare il singolo, il gruppo che indovina di più sceglie il primo vassoio di chiacchiere.
Carnevale in famiglia: il mimo della merenda
A Carnevale molte famiglie si ritrovano a casa dei nonni, tra un vassoio di chiacchiere e uno di castagnole. È il momento perfetto per un mimo tra generazioni. Il mazzo Famiglia ha carte che sembrano scritte apposta:
- Nonna col mattarello: stende la pasta delle chiacchiere e minaccia scherzosamente chi ruba quelle già fritte.
- Nonna che cucina: assaggia dal cucchiaio, aggiunge un pizzico di sale, annuisce.
- Zia che ti pizzica: guance strette tra le dita e un «come sei cresciuto» senza voce.
- Pranzo della domenica: tavola lunga, piatti che girano, tutti che parlano insieme.
Le squadre migliori, a Carnevale come nel resto dell’anno, sono quelle miste: un nonno, un genitore e un bambino. Ognuno porta le parole che conosce, e alla fine vince chi ha riso di più.